martedì 17 novembre 2015

INSIEME PER LA PACE!!!



SOGNIAMO LA LUCE

“No, figlio mio non so spiegarti perché a Parigi la follia fanatica di pochi uomini ha spento la vita di centinaia di persone che stavano ascoltando un concerto oppure che erano a cena al ristorante con gli amici. Hai ragione quando dici che le immagini della Tivu e le parole della radio ti mettono tanta paura. E no, io non posso assicurarti che a noi non succederà mai, che la nostra vita resterà indenne da tutto questo.
Però, io e te possiamo fare subito qualcosa per rendere il mondo un posto bello in cui vivere. Possiamo abbracciarci, così i nostri cuori che battono, l’uno contro l’altro, faranno capire alla nostra mente che non siamo soli. Che io e te possiamo contare l’uno sull’altro quando qualcosa ci spaventa. E sappi che io non sarò mai stanco di regalarti la forza protettiva del mio abbraccio.
Possiamo cercare una stella, lassu nel cielo, e immaginarci che le anime di tutte le persone che hanno perso la vita per una strage così violenta e ingiusta ora sono là, dentro quella luce, a guardare il mondo dall’alto. A parlare in una dimensione che non ha più spazio e nemmeno tempo, di quanto piccolo è il cuore dell’uomo quando pensa che impugnare un’arma e sparare sia un buon modo per fare giustizia su questa terra. E possiamo anche immaginarci che su quella stella dove c’è luce, ma non c’è spazio e nemmeno tempo, a parlare con chi è morto c’è anche chi quella morte ha provocato. E lì, mentre sono tutti in cerchio, a quelle persone che hanno seminato morte, ora un papà sta mostrando dal cielo il viso di suo figlio che piange sulla terra, perché è rimasto solo e ha paura. Perché la sua mamma è anche lei rimasta sola, e si sta domandando se avrà la forza di far crescere quel bambino con la capacità di continuare a credere che vale la pena avere speranza nel domani. Chi ha causato quelle lacrime e tutto quel dolore a quel bambino e alla sua mamma, improvvisamente capirà la follia del suo gesto. E stando lassu sulla sua stella, ne proverà un rimorso così profondo da non riuscire a fare altro: rimarrà dentro alla luce meravigliosa di quella stella affogando nel dolore implacabile della vergogna per ciò che ha fatto.
Quando domani tornerai a scuola e nella tua classe troverai Amina, Abdul, Abed e Asif , continua a cercare nei loro volti lo sguardo e il sorriso di un potenziale fratello e nei loro corpi la voglia di giocare di un amico a cui tirare la palla. Non ti posso salvare da un fanatico religioso che vuole affermare la sua follia mettendo una bomba in un centro commerciale oppure che entra in un teatro e comincia a sparare. Quello io non lo so fare. E come hai visto in Tivu, non ci riesce a volte nemmeno la polizia e la politica che dovrebbero rendere il mondo un posto bello e sicuro in cui vivere. Ma ti posso insegnare la forza della solidarietà, la dignità della cooperazione, il desiderio di costruire, il bisogno di continuare a credere che l’uomo - ogni uomo - indipendente dal colore della sua pelle e dal Dio che prega al mattino e alla sera, è un mistero che chiede solo di essere accolto e amato. E nell’amore, nella solidarietà e nella cooperazione, io e te insieme possiamo costruire un mondo migliore. E possiamo dire ad Amina, Abdul, Abed e Asif che loro possono fare lo stesso insieme a noi. Se tutti insieme ci riusciremo, tra qualche anno Amina, Abdul, Abed e Asif insegneranno a chi pensa di affermare la superiorità del proprio Dio attraverso la forza delle armi, che quella è una via sbagliata. E che qualsiasi religione si basa sulla forza dell’amore. E non sulla forza della forza.
Perché se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è che chi è amato, impara ad amare. Mentre chi odia, impara ad odiare. E allora, anche se qualcuno ti verrà a dire che adesso c’è bisogno di vendetta, perché nessuno ha il diritto di farci provare così tanto terrore e paura, tu non crederci. Perché nel bisogno di vendetta si nasconde l’odio. E l’odio non porterà mai alla pace. E alla giustizia.
Abbraccia Amina, Abdul, Abed, Asif, domattina. Porta un pallone a scuola e andate tutti insieme in cortile a giocare. Fagli assaggiare la tua merenda e di che vuoi assaggiare la loro. Continua a vivere non col terrore che qualcuno ci possa fare del male, ma con la speranza che io, te e tutti gli altri possiamo insieme costruire un Amore su questa terra che è infinitamente più grande dell’odio con cui qualcuno ci vuole spaventare.
Ecco, figlio mio, non ti posso dare la certezza che a te e a me non succederà mai qualcosa di brutto. Ma ti posso assicurare che io e te insieme possiamo rendere questo mondo migliore. Con le nostre parole, i nostri gesti, i nostri sguardi. E la nostra voglia di pace. Abbracciami forte allora figlio mio. Prendi forza dal mio cuore che batte contro il tuo. Impara che quando ci si abbraccia, quando ci si guarda negli occhi, quando si alza lo sguardo al cielo per trovare la vera luce, il brutto smette di essere tale, la paura perde consistenza e si contamina con il coraggio dell’Amore. Quell’amore che stasera fa di me e di te insieme un “NOI” più grande del terrore che hai provato nel cuore guardando le immagini della strage di Parigi. Buona notte, figlio mio. Sogna la luce.”
(Alberto Pellai)




giovedì 29 gennaio 2015

DONI DA FAR FRUTTARE!!!

                                                                

                                 SIMONA ATZORI



Nata senza braccia è una pittrice e ballerina di successo.
Afferma:"Perchè ci identifichiamo con quello che non abbiamo 
invece di guardare quello che siamo? 
Spesso i limiti non sono reali, sono solo negli occhi di chi ci guarda".













Per chi volesse approfondire...

http://www.simonarte.net/



martedì 27 gennaio 2015

27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA



Il 27 gennaio si celebra la giornata di commemorazione delle vittime dell’Olocausto, simboleggiata dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz avvenuta proprio il 27 gennaio 1945. Settant’ anni ci separano da quelle tristi vicende non troppo lontane dai giorni nostri, il cui ricordo rappresenta una parte della storia incancellabile.

Tanti film sono stati realizzati per ricordare questi avvenimenti, tra i quali “La vita è bella”, commovente pellicola del 1997 realizzata da Roberto Benigni. La trama racconta la prigionia di un ebreo, Guido (Roberto Benigni) e del suo bambino Giosuè presso il campo di concentramento di Bergen Belsen. Per proteggere il figlio dall’orribile realtà, Guido gli fa credere che stanno partecipando ad un gioco dalle regole molto dure alla fine del quale il vincitore avrà come premio un vero carro armato. Guido riuscirà, sacrificando la propria vita, a salvare quella di Giosuè che sarà liberato proprio da un soldato americano a bordo di un carro armato, e crederà di avere realmente vinto “il gioco”.


“ Sorridi, senza una ragione 
Ama, come se fossi un bambino 
Sorridi, non importa cosa dicono 
Non ascoltare una parola di quello che dicono 
perchè la vita è bella così.


Lacrime, un’ondata di lacrime 
Luce, che lentamente scompare 
Aspetta, prima di chiudere le tende 
C’è ancora un altro gioco da fare 
e la vita è bella così.


Qui con i suoi occhi eterni 
sarò sempre vicina quanto te ricorda da prima 
Ora che sei là fuori con te stesso 
ricorda cos’è reale e quel che sognamo è solo amore.


Conserva la risata nei tuoi occhi 
presto verrà premiato il tuo aspettare 
Dimenticheremo i nostri dolori 
e penseremo ad un giorno più luminoso
perchè la vita è bella così.”


IRENA SENDLER
SALVO' 2500 BAMBINI DAL GHETTO DI VARSAVIA




http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/giornata-memoria-ad-auschwitz.aspx







lunedì 26 gennaio 2015

L'IMPERATORE COSTANTINO




In questi giorni abbiamo conosciuto un pò della storia riguardante l'imperatore Costantino.
Ecco l'attività creativa sull'argomento... complimenti ragazzi!!!







 

































giovedì 22 gennaio 2015

UNA STELLA... TANTE STELLE!!!







Ed ecco la bellissima stella cometa realizzata dai miei alunni delle classi quarte! 
Sono state fatte con tanti materiali di riciclo! 
Una addirittura si illumina!!! 
Dei veri attacchi d'arte!!!




 














































mercoledì 21 gennaio 2015

VADO A SCUOLA


In questi giorni con i ragazzi di quarta e di quinta 
ho avuto il privilegio di vedere attraverso la LIM  
un film documentario che consiglio a tutti di vedere.

Qui di seguito il trailer.




Dopo il grande successo di Vado a scuola (2013), Pascal Plisson torna a raccontare i sogni e le speranze attraverso le storie dei quattro giovani protagonisti de Il grande giorno, provenienti dai più disparati angoli del mondo.


Ecco il trailer